APUA APUA
Cavanei Cavanei
Cavanei Cavanei
Edizione 2025
Raccontare storie archeologiche
Risvegliare i Cavanei
Reimmaginare le culture arcaiche

Questa edizione di APUA è stata dedicata ai Cavanei: piccole cavità in pietra risalenti alle antiche civiltà apuane. Oggi queste rovine sono presenze sfuggenti, nascoste nel profondo dei boschi tra rovi, muschi e felci.

Si ritiene che in origine i Cavanei fossero tombe o luoghi sacri: spazi di connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, in cui venivano lasciate offerte come frutti. L'ingresso veniva poi chiuso e talvolta riaperto durante i riti dedicati ai defunti.

Immagine ripresa da fototrappola nel bosco Immagine ripresa da fototrappola nel bosco Immagine ripresa da fototrappola nel bosco
Immagine ripresa da fototrappola nel bosco Immagine ripresa da fototrappola nel bosco Immagine ripresa da fototrappola nel bosco

Nel corso della storia, i Cavanei hanno avuto funzioni diverse: da tombe a ripari temporanei per pastori e animali, depositi per gli attrezzi e nascondigli di artiglieria durante la Seconda guerra mondiale. La loro storia è stratificata e in continua evoluzione: nei secoli, popolazioni diverse hanno conservato, reinterpretato e riutilizzato questi rifugi in modi differenti.

Lo spirito di questa edizione era creare continuità con questa storia, attribuendo nuovi significati a questi spazi. Per il gruppo di artisti coinvolti, una delle interpretazioni più evocative è stata quella del Cavaneo come luogo sacro, ponte tra la vita e la morte. Questa lettura rispecchia anche il loro stato attuale. Oggi queste piccole cavità in pietra sono parte integrante dell'habitat naturale: creano un microclima umido e offrono rifugio a muschi, licheni, felci e insetti. Anche se la loro funzione originaria è andata perduta nel tempo, continuano a entrare in relazione con la vita che le circonda.

Cavaneo nel paesaggio del Monte Caprione Dettaglio di un Cavaneo

Durante questa prima edizione, un gruppo di 12 artisti è partito alla ricerca dei Cavanei sul Monte Caprione. Ha incontrato lo storico ed esperto dei Cavanei Gino Cabano e la sua associazione APS Pro Monte Caprione, che da decenni ricerca e mappa queste antiche strutture sul territorio. Lungo il cammino, gli artisti hanno raccolto materiali, seguito ruscelli d'acqua dolce ed esplorato grotte carsiche. Hanno inoltre iniziato a costruire un forno per la cottura della ceramica e a realizzare strumenti immaginari, come binocoli, campanelli e flauti, per cercare i Cavanei.

La mostra conclusiva si è tenuta a Pian della Chiesa. Durante l'evento, gli artisti hanno guidato i visitatori fino a un Cavaneo utilizzando e attivando gli strumenti in ceramica. Una volta arrivati, i visitatori hanno ricevuto piccole monete d'argilla come offerte; insieme, il gruppo ha poi sigillato l'ingresso con una grande lastra di pietra incisa e segnata da tutti gli artisti. Con questo gesto, il progetto riattiva la funzione storica dei Cavanei, reinterpretandola in chiave contemporanea e dando a queste strutture nuova vita e significato, proprio come hanno fatto in passato molte altre civiltà.

Strumenti in ceramica creati dagli artisti Strumenti in ceramica creati dagli artisti

Al progetto hanno partecipato: Pablo Bolumar Plata, Marine Bosi, Boris Grisot, Yara Haydar, Nicola Micali, Filippo Muzi Falconi, Marco Periz, Lara Prideaux, Charlie Quinonero, Coline Ramonet-Bonis e Margot Van Den Berghe.

Partner del progetto: APS Pro Monte Caprione, Parco Naturale Montemarcello-Magra-Vara, Città di Lerici e Azienda Agricola Pian della Chiesa.

Attività del progetto Cavanei Cavanei

Il progetto è stato raccontato dalle seguenti testate:

Paesaggio del Monte Caprione Attività artistica nel bosco Esplorazione di un Cavaneo Paesaggio del Monte Caprione Artisti durante la residenza Ricerca dei Cavanei Dettaglio del lavoro artistico Paesaggio del Monte Caprione Cavaneo tra la vegetazione Artisti durante la residenza Dettaglio del progetto Paesaggio del Monte Caprione Opera realizzata durante il progetto Artisti durante la residenza Cavaneo nel bosco